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 vogliovolare in...Thailandia

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Un mese passato in giro per la Thailandia è qualcosa che auguro di cuore a tutti. E' molto più di un viaggio per spiagge e templi, la Thailandia è come un bellissimo scrigno, se rimaniamo a oziare sulle sue spiagge a mollo in acque cristalline godremo di un tesoro mai aperto e il paese resterà scrigno. Se invece passeggiamo, respiriamo, entriamo, tocchiamo con mano tutto ciò che è Thailandia, allora quello scrigno si aprirà e il tesoro si rivelerà ai nostri occhi. Il viaggio, fatto nel luglio del 2001, l'ho condiviso col mio caro cugino Antonio, compagno ideale di svariati viaggetti. Il periodo scelto non è dei migliori, a luglio piove molto e spesso ma, il sole non manca e dopo poco ci si abitua anche alla pioggia che diventa rinfrescante e piacevole.

Organizzare un viaggio in Thailandia non è difficile, ci sono molte compagnie aeree che collegano l'Italia con Bangkok, io ho viaggiato con Thai Airways...davvero una delle migliori compagnie con le quali ho volato. Il primo impatto con il paese lo si ha all'aeroporto della capitale...me lo ricordo squallido, un pò buio, con l'aria condizionata a manetta e pieno di gente. Il secondo impatto lo si ha una volta usciti dall'aeroporto...quando quell'aria pesante come il piombo ti investe e ti assale il sudore più appiccicoso e umido del mondo.

             

Bangkok è semplicemente Bangkok. La conoscono in molti, tutti i viaggiatori e i turisti in giro per la Thailandia si fermano nella capitale. E' una città enorme, fatta di grattacieli e baracche, di vetro e di fango. Una metropoli intrisa di fascino pur non avendo nè un capo nè una coda. Passeggiando per la città, dalle stradone a 4 corsie animate a tutte le ore, fin dentro i vicoli, si osservano frotte di occidentali girovagare senza meta alla ricerca di quel sesso facile, senza complicazioni, triste e vergognoso. Balzano agli occhi, biondoni tedeschi alti 2 metri, ciccioni americani e anche italiani ben vestiti accompagnarsi a ragazzine e ragazzini di ogni età sotto gli occhi compiacenti dei magnaccia...una rabbia...ma Bangkok è anche questo. A Bangkok all'improvviso può piovere, specie a luglio, ma la pioggia anche se forte non scalfisce le vite dei thailandesi, i mercati galleggianti continuano ad essere mercati galleggianti, i venditori ambulanti, continuano i loro affari e Patpong continua ad essere Patpong.

             

A Bangkok le cose da vedere sono comunque tantissime, la zona dei templi ad esempio mi ricorda pace, silenzio e serenità, sembra di entrare in una città completamente differente, fatta di meditazione e silenzio...i contrasti di Bangkok, non fai in tempo a maledire il chiasso e lo sporco dei vicoli che ti appare il Wat Po il Wat Pra Keo, il Wat Arun e allora ti riconcili col mondo intero. Il Palazzo reale, Chakri Maha Prasad, costruito da Rama durante il suo regno alla fine dell'800, dona al visitatore le sua splendide sale delle cerimonie, decorate con statue del re, sculture di altri sovrani e con al centro la bellissima sala del Trono, usata dal re per ricevere altri sovrani e ambasciatori. Il Wat Po, il più antico dei templi cittadini ed anche il più grande, ricopre una superficie di 8 ettari. Ettari fatti di padiglioni antichi e splendenti, statue, sculture ma soprattutto la grande statua del Buddha reclinato. La statua è davvero enorme, lunga più di 40 metri e alta più di 10, è l'attrazione principale del palazzo ed anche la più affollata...a volte si fa fatica ad entrare. Il Wat Pra Keo è un altro complesso di templi che in un giorno si fa aftica a visitare, è enorme e ci sono talmente tante cose da vedere che quasi ci si perde...fu costruito da Rama I nel 1782 e doveva servire per custodire la grande statua del Buddha di Smeraldo, ancora oggi seduta su un trono dorato. Molto affascinanti anche i tanti affreschi che decorano le pareti esterne del tempio principale che raffigurano scene di mille battaglie e scene di vita quotidiana dei regnanti.

          

Bangkok è distesa sulle rive del fiume Chao Praya e il fiume caratterizza moltissimo la vita della città. Un giro sulle barche lungo il fiume è cosa molto turistica forse troppo...ma offre viste bellissime  diverse dei tanti templi costruiti lungo le rive, in particolare il Wat Arun dal fiume è meraviglioso. I mercati galleggianti poi sono una fotografia perfetta della capitale e del paese intero. Damnoen Saduak, 60km a nord della città, è uno splendido spaccato di vita thai. Si trova vicino Nathom Phatom e, anche se oramai il turismo crescente ne ha un pò appiattito il fascino, il mercato regala ancora momenti di trattative, urla, richiami ed una moltitudine di merci tutte stipate sulle sampang, le barchette a volte piccole e fatiscenti. I colori e gli odori sono veri e, anche se contrattare è difficile, alla fine qualche ore tra la bolgia è divertente. Volendo si può anche fittare una sampang ed addentrarsi tra i mille canali della zona, ma si incontrano molti turisti con barche a motore che, olte che fare baccano uccidendo cosi l'atmosfera del luogo, sporcano ancora di più la già grigia acqua dei canali... In centro altro mercato galleggiante è quello di Wat Sai a Thonburi. Il tempo pare essersi fermato nel klong Dao Kanong, dopo il Krungthep Bridge. Il mercato è uno spettacolo denso di suoni, luci, colori, profumi, odori che si apre verso le sei del mattino. È a quest'ora che la gente del quartiere fa gli acquisti e le lunghe barchette di legno sono spinte anche da attempate signore che urlano la bontà dei loro frutti e delle loro verdure. Di turisti naturalmente ce ne sono tanti e sono presi di mira dai venditori ma il tutto è comunque irresistibile.

           

Da Bangkok partono una moltitudine di bus per ogni angolo del paese. Il nostro ci porta dritto a Pattaya lungo la strada che tocca Chon Buri e Si Racha. Pattaya è una cittadina sul mare senza attrazioni particolari, la spiaggia è piccola e l'acqua sporca, forse solo a sud, sulla spiaggia di Jomtien sembra essere in Thailandia. Una sorta di Rimini completamente asservita al turismo occidentale e americano in particolare, con i suoi soldati che, fin dalla guerra del Vietnam, popolavano queste zone alla ricerca di svago e divertimento. Oggi Pattaya o ripugna o conquista, o ci si lascia trasportare dalla bolgia delle stradine del centro, dalle luminarie, dalle bancarelle piene di gente fino a notte fonda, oppure si resiste davvero poco. Una zona dove stare tranquilli in partica non c'è, sul lungomare di Jomtien ci sono megapalazzi e megalberghi ma anche locande e pensioni dove stare qualche notte, la spiaggia non è malaccio, ci si rilassa con dei veri massaggia thai e col tuk tuk in 5 minuti si è al centro. Di fronte la costa meritano una visita le isolette di Koh Lan e Koh Phai, e dal molo di Pattaya partono dozzine di barche al giorno per queste mete che riconciliano un pò con la natura e il mare pure essendo piene zeppe di bagnanti caciaroni. La sera Pattaya fa di tutto per somigliare a Bangkok, locali a go go, spettacolini di thai boxe sulla spiaggia, anziani vicino a bambini, massaggi che non sono massaggi e gorilla buttadentro che ti tirano e ti invitano a non perdere lo splendido spettacolo che tra poco avrà luogo nel loro splendido locale...eppure guardando un pò pù in là, veniamo a conoscenza di persone semplici, disponibili, gentili e aperte verso il viaggiatore vero che non vuole sesso e show, ti guardano, ti riconoscono subito e si instaura quasi una magia...Pattaya o conquista o ripugna, a noi ripugna...in parte...

      

A sud di Pattaya c'è pochino fino a Rayong città industriale e porto per arrivare a Koh Samet. Per arrivare fino a Trat, la linea di bus è la stessa che parte da Bangkok, impiega qualche ora e fa varie soste ma alla fine si arriva a destinazione. Da qui la nostra meta è più vicina, prendiamo un tuk tuk e siamo in poco tempo a Laem Ngop e di fronte, si staglia l'isola di Koh Chang. Dal porto di Laem Ngop si prende uno scalcinato traghetto che in poco tempo arriva sull'isola, gli orari sono indicativi e x lo più decide chi guida il traghetto. In pochi conoscono questo arcipelago sul lato nord-est del golfo del Siam, visto chè non è sicuramente rinomato come Phuket o Koh Samui, mete turistiche ormai da anni. Quest’isola è quasi priva di turisti, e anche in alta stagione il turismo di massa non ha ancora intaccato questo posto meraviglioso!! Koh Chang molto montuosa, con foresta tropicale ovunque e spiagge di sabbia bianca selvagge, bellissime, enormi, lambite dalla foresta, ma soprattutto deserte!! Solo White sand è frequentata e si trovano ristorantini sulla spiaggia, bar e locali ma in una dimensione e atmosfera placida e rilassante. La gente laggiù è ancora più tradizionale, ancora più legata all'ospitalità per chiunque arrivi da loro, sono persone fantastiche che abitano un posto fantastico. Visitiamo quasi tutta l'isola che la sera ancora si alimenta coi generatori per avere un pò di energia, in un susseguirsi di rumori e silenzi, di paesini e strade buie.

             

           

Raggiungiamo anche il parco marino intorno Koh Kut, Koh Kradat e Koh Mak, ad un'ora a sud di Koh Chang è uno di quei posti dove seriamente pensi di fuggire...ti viene voglia, lambendo quelle isolette deserte, di salutare tutti e rifuggiarti laggiù. Le isole che si incontrano sono una moltitudine, alcune popoplate e con diverse costruzioni, altre completamente deserte, piene solo di verde, di natura e di mare...Koh kut è grande e le sue coste vedono già qualche albergo e qualche porticciolo, splendida la zona di Koh Maisi e Koh Raet prima di arriavare a Klong Chao. La terraferma è completamente ricoperta dalla giungla in alcuni posti inaccessibile, le cascate di Klong Chao sono bellissime e l'acqua merita un tuffo...saremmo restati con piacere a Koh Kut e chissà per quanto tempo...

                      

                     

Koh Mak è diversa da Koh Kut è più piccola più popolata, con qualche alberghetto sulla spiaggia ma nulla di più, i colori del mare tra queste isole sono qualcosa che si deve soltanto vedere, non si possono descrivere. Arrivarci non è difficile, sia da Trat che da Koh Chang partono battelli almeno una volta al giorno e costano circa 200B. I giorni passati tra queste isole mi hanno lasciato dentro tanta voglia di vivere, mi hanno riconciliato con il mondo, con la natura e con la splendida gente di quast'angolo di Paradiso.

            

Il ritorno verso Bangkok ci vede tristi ma pronti a volare verso il sud della Thailandia. Il paese e la sua gente ormai ci sono entrati dentro e difficilmente ne usciranno. All'aeroporto ritiriamo i biglietti prenotati giorni prima all'agenzia dell'hotel a Bangkok e, su un aereo a doppia elica di una non ben definita compagnia thai, atterriamo dopo un' ora a Koh Samui. L'impatto con l'isola è diverso e forse peggiore...qui non troviamo la natura sovrana, qualche baracca e tranquillità, qui c'è il turismo quello forte, quello invasore. Ma è tutta una questione di abitudine, perchè l'isola è molto bella lo stesso, anche se le due spiagge principali di Chaweng e Lamai sono ostaggio dei grandi alberghi.

      

E' vero che a Koh Samui molto è creato in funzione del turista, ci sono spettacoli di elefanti calciatori, animali in libertà pronti per essere attrazione per il tipo di turno ma, ci sono anche luoghi molto belli da vedere e fittando una moto magari col sidecar, è facile e piacevole visitare il grande Buddha di Bophut, il giardino delle farfalle di Bang Krao, le cascate di Namuang e la splendida caletta di Emerald cove a sud dell'isola, luogo quasi deserto dove abbiamo esitato prima di fare un tuffo per non turbare l'equilibrio perfetto di quel luogo in quel momento. Spesso siamo vittime di piogge improvvise ma qui tutto continua come se nulla fosse e noi ci siamo adeguati... A nord di Koh Samui c'è Koh Phangan isola che abbiamo appena sfiorato visitato le spiagge di Had Rin, di lì a poco si sarebbe tenuto il Full Moon Party, la festa della luna piena che attira turisti da tutto il paese e riduce l'isola una discarica per cui fuggiamo verso il parco marino di Ang Thong. La zona è a nord di Koh Samui ed è di grande bellezza, rocce strapiombi, laghi interni, sorgenti e cascate... in piena stagione c'è molta folla di barche e barchette ma la magia del luogo è intatta, le rocce più grandi sembrano quasi voler crollare e i sentieri interni sono abbastanza difficili ed adatti a chi non soffre di vertigini.

   

         

Una meta che non era nel nostro itinerario ma che, strada facendo, ci è stata proposta da sempre più persone incontrate durate il viaggio, è stata Koh Tao. L'isola è piccolissima e si trova a tre ore di battello a nord ovest di Koh Samui, ci si arriva sia col catamarano Lomprayah ma costa 1300B a/r sia co altri battelli più scalcinati e lenti ma più economici. Koh Tao per noi è una delle isole più belle della Thailandia, ricoperta di foresta e montagne in stile Koh Chang, con tante spiagge accessibili solo via mare tipo Jansom e Paradise bay, altre più attrezzate ma ugualmente belle come Sairee e Had sai Daeng. Ma l'isola la ricorderò per le spiagge di Koh Nang Yuan...E’ difficile immaginare un posto piu’ speciale di questo... tre piccoli isolotti collegati da una sottile striscia di sabbia bianca che muta a seconda delle maree, in un continuo disegno sull'acqua, circondati da un mare azzurro caldo e placido, con alle spalle montagne piene di verde e rocce calcaree dalle forme più strane...

        

Dall'isola di Koh Samui partono svariati traghetti al giorno verso la terraferma, verso la città di Suratthani. Ne prendiamo uno, la Sea Tran, che pare un residuato bellico ma poi ci accorgiamo che sono tutti cosi...vecchi e strapieni, ma costano poco e in 2 ore siamo a terra. Il viaggio è scomodo ma la natura intorano è maestosa, nella foschia si intravedono centinaia di isolette e scogli dalle forme più strane quasi galleggiare sull'acqua in un susseguirsi di guglie e cime come merli di un colossale castello sommerso...Da Suratthani ci sono sempre coincidenze con la partenza di treni e bus verso ogni altro luogo del sud e cosi, i 200km che ci separano da Krabi, li facciamo in bus. Krabi è un piccolo paradiso quasi incontaminato, la vita dei thailandesi qui scorre tranquilla in mezzo alla natura, semplice e forte. Troviamo stranamente pochi turisti in questa terra fatta di isole ed isolette, di strapiombi verticali, grotte e baie riparate e verdi. Krabi è una terra da esplorare e scoprire magari in canoa o con una barchetta nel relax totale dei silenzi della natura. Inoltre è un punto di partenza perfetto per raggiungere, con le longtail locali, le tante isole di fronte come l'isola dei polli, Koh Poda e Phi Phi, o le tante baie come la bellissima Rai Lay. 

               

Dalla costa di Krabi, raggiungiamo la bai di Prha Nang con la grotta della Principessa...un angolo di paradiso nemmeno tanto affollato ma è a Phi Phi che noi vogliamo andare. Da Krabi ci sono una moltitudine di barche, longtail e simili che partono verso quelle isole...la traversata è davvero il paradiso, alla vista spettacolare di questi isolotti come solo nei documentari in genere si vedono e si sognano, rocce verdi  a picco sul blu, sembrano sospese sul mare, il tempo passa osservando uno spettacolo dopo l'altro finchè la barca si incunea in un istmo, galleggiando su un'acqua verde smeraldo dai colori incredibili, improvvisamente un anfiteatro splendido si apre davanti a noi...Ma Ya Bay...passiamo ore da soli a fare il bagno in queste acque piatte e calme, così tiepide e rilassanti da poterci rimanere per sempre, peccato solo che non siamo soli, anzi ci sono molte, forse troppe barche e motoscafi, troppa gente, troppo rumore, peccato...e mannaggia a The Beach...

               

              

Dopo questa overdose di paradiso siamo di nuovo in moto verso nord, verso Bangkok, il tragitto lo facciamo in bus con partenza la sera tardi da Krabi. La mattina facciamo una sosta a Hua Hin. Una bella sorpresa questa località, frequentata molto da thailandesi e malesi ha una spiaggia bianca, un mare blu e un porto peschereccio molto attivo. Per le viuzze del porto l'attività e fremente e ci immergiamo con piacere nella bolgia prima di ripartire per la capitale. Hua Hin è un luogo in crescita dal punto di vista turistico, ci sono alberghi ancora non enormi e l'atmosfera è quella del classico posto tranquillo ed ancora abbastanza originale   

                                                    

A Bangkok siamo solo di passaggio, andiamo subito verso nord, verso Ayuttaya, la raggiungiamo con il treno in corca un'ora e mezzo, che lascia l'affollatissima stazione della capitale per immergersi lentamente nell'umida campagna thailandese che offre ai nostri occhi uno spaccato molto rappresentativo della vita in questa parte di mondo. 
Quando il treno si ferma alla stazione di Ayuttaya nulla fa pensare di essere arrivati nell'antica e gloriosa  capitale che ha regnato il paese per 400 anni. E' una piccola e caotica città dell'entroterra, dedita al commercio e all'agricoltura, senza pretese. Prendendo un risciò-taxi, si pagano circa 50B e si passa per il mercato colorato e pieno di vitalità ma ancora non si colgono quei segni della grandezza. Poi ci si accorge che si sta uscendo dal centro e, attraverso i tanti viali si cominciamo a scorgere le prime guglie, i primi templi. Poi, una volta arrivati, tutta la grandezza si rivela ai nostri occhi ormai stanchi. Ayuttaya nel 17° secolo era una delle maggiori città di tutta l'Asia, lo sguardo è rapito e siamo sempre col naso all'insù, ci sono santuari e templi uno dietro l'altro, il Wat Sri Samphet, il Wat Na Phra Men, il Wat Chai Wattaranam poco fuori il centro e poi statue del Buddha una dietro l'altra, fino alla bellissima statua del Buddha disteso...Ayuttaya è uno spettacolo...

       

Da Ayuttaya raggiungiamo anche Kanchanaburi col bus 703, cambiamo a Suphanburi col 411, paghiamo circa 100B e siamo in una città famosa per storie sia vere che inventate. La città è rinomata, visitata e affollata perchè è situata sul fiume Kwai, reso famoso dal ponte omonimo e da un film di successo, la vicenda narrata sia nel film che nel romanzo da cui fu tratto è però del tutto immaginaria mentre purtroppo vera, fu invece la costruzione della "ferrovia della morte" voluta dai balisi e che costò la vita a circa 250.000 uomini, quasi 400 uomini per ogni km di questa assurda follia...Il luogo in realtà non lo ricorderò come tra i più belli de paese, non dice molto ma è l'atmosfera generale che forse merita. Alla stazione ferroviaria di Lum Sum, volendo,  si può anche prendere il treno della "Ferrovia della morte" che in un'ora e mezzo circa porterà a Nam Tok seguendo il fiume e passando sul viadotto in legno fatto aggiungere in tempi di pace, la corsa costa 18B. Nei dintorni di Kanchanaburi sono molto belle anche le cascate di Say Yok Noi che raggiungiamo in un'ora col bus, lo spettacolo è bello, ci sono molti thai che fanno il bagno, la zona è anche attrezzata con bungalow e ristoranti.

       

Il nostro viaggio prosegue sempre verso nord verso Chiang Mai. La città è la più importante del nord della Thailandia, è abbastanza grande e si può raggiungere sia in treno che in aereo. Noi scegliamo il primo e, in 10 ore cioè una notte, copriamo i tanti km tra Ayuttaya e Chiang Mai attraversando foreste e pianure ora piene di villaggi e cittadine ora deserte e solitarie. La città è meta di molti turisti che vi giungono sia per visitarne i grandi complessi monastici, sia perché nei dintorni si possono effettuare molte escursioni nella foresta con visita ai villaggi delle tribù Karen. Non abbiamo ritenuto molto interessanti queste visite poiché, come da svariati consigli e suggerimenti, si tratta spesso di mere trappole per turisti che non hanno molto di autentico, in ogni caso i villaggi sono continuamente meta di stranieri alla ricerca di non si sa quale tesoro. La città offre centinaia di possibilità di alloggio, molte delle quali in guest house di discreto livello poste nella zona centrale e nei pressi della Porta Tha Phae. Il centro di Chiang Mai è molto interessante, tutte le strade e i vicoli sono intrisi di colore e grande concitazione, i tanti mercatini, alcuni dei quali notturni, sono una grande occasione per passeggiare e vedere con i propri occhi quanto la città non smetta mai di pullulare di gente e di vita...Troviamo tante bancarelle con strane pietanze pronte e tante altre con strani animaletti fritti...li proviamo...sono cavallette o simili...sono strane sanno di pollo fritto bruciacchiato...ho mangiato anche le cavellette ora posso tornare a casa...

Gli ultimi scampoli di Thailandia li passiamo in viaggio di nuovo verso Bangkok e in giro per l'ultima volte per la capitale sempre più incasinata, sempre più caotica. La Thailandia ce la siamo proprio goduta, senza un itinerario fisso ma con molte idee in testa, ci siamo immersi nei mercati e nei templi con la stessa voglia e la stessa curiosità...già la curiosità credo che la Thailandia sia proprio il paese ideale per chi è curioso, per chi non si ferma alle apparenze ma scava e ama scoprire. Il paese ha si tanti contrasti, tanti problemi, e si vedono, si toccano con mano e fa tanta rabbia viverli e poter far poco per risolverli, ma di fronte al sorriso di un bambino come di fronte alla struggente natura, tutto scompare e rimane solo il paradiso...

 

  info pratiche


Per entrare in Thailandia si deve essere in possesso del passaporto con validità di almeno 6 mesi dalla data di ingresso nel Paese.
Il visto turistico non è necessario per soggiorni inferiori ai 30 gg, basta esibire il passaporto e un biglietto aereo ma di andata e ritorno. In ogni caso si può prolungare il soggiorno di una settimana direttamente in Thailandia al costo di circa 500 bath. Per periodi di permanenza superiori è necessario invece richiedere il tourist visa (valido 60 gg., costo 20 euro circa) all’Ambasciata o al Consolato thailandese. I visti turistici validi 60 giorni possono essere estesi fino a un massimo di 30 giorni a discrezione delle autorità dell'ufficio immigrazione thailandese.

La tassa di uscita dall'aeroporto internazionale di Bangkok è di 500 baht, ma a Ko Samui richiedono un'ulteriore tassa di 400 bath.

Il periodo migliore per visitare il paese è tra novembre e febbraio, ma nello stesso periodo a sud le piogge sono spesso abbondanti. Al contrario tra le isole del golfo di Thailandia, piove poco d'estate, mentre la stagione delle piogge è in autunno/inverno. Se si intende visitare l'estremo sud, i mesi più indicati sono invece quelli della nostra primavera, quando nel resto del paese si muore dal caldo, mentre per quanto riguarda nord il periodo più consigliabile è quello compreso fra novembre e febbraio.

Nessuna vaccinazione è obbligatoria, ma a chi intende recarsi nelle aree più remote del Paese e nei periodi monsonici si consiglia quantomeno la profilassi antimalarica e il vaccino per Epatite A e B. Bassissime le possibilità di contrarre la malaria esistono lungo tutto il confine con la birmania e più a sud verso il mare delle Andamane. Alcune zone al confine con la Cambogia sono invece a rischio. In via generale non esistono rischi di contagio nelle città o nei maggiori centri abitati e sulle isole più frequentate. La profilassi quindi va fatta solo in tutti quei casi nei quali si prevedono itinerari al di fuori delle rotte più battute, all'estremo nord e lungo i confini. In ogni caso consultare il proprio medico o la ASL è la cosa migliore da fare.

Una volta arrivati non prendere taxi abusivi, sono a volte carissimi e, in particolar modo nella tratta dall'aeroporto alla città, si è dimostrata negli ultimi tempi ad alto rischio. I taxi autorizzati sono facilmente riconoscibili dalle targhe d'immatricolazione gialle.

I trasporti marittimi nel golfo di Thailanda ed in particolare gli affollati trasferimenti da Samui a Phangan, sono a cura della Sea Tran  www.seatrandiscovery.com/transfer-e.html ed è possibile anche prenotarli on line www.seatrandiscovery.com/ebooking/searchform.php .Oggi forse la compagnia è migliorata e i mezzi sono più nuovi ma quando li ho utilizzati io erano efficienti ma molto malridotti. Una ottima alternativa è la Lomprayah, anche questa prenotabile on line www.lomprayah.com che ricordo però un pò più costosa.

In Thailandia si può trovare l'alloggio quasi ovunque ed in ogni momento dell'anno. Gli alloggi sono di ogni tipo, da quelli davvero essenziali e spartani a volte anche troppo, a quelli che nulla hanno da invidiare ai migliori resort occidentali, con prezzi da pochi euro (anche 5€a notte) fino a centinaia di euri al giorno per i resort più lussuosi di Phukhet e Samui. Le guest house sono le più convenienti e non hanno nulla da invidiare agli grandi alberghi. Contrattare sempre è d'obbligo in caso di lunghe permanenze. Ottime le sistemazioni dove si espongono i cartelli "for rent" si trovano nell'interno rispetto al mare e in zone meno centrali nelle città, sono semplici e convenienti e spesso si è in contatto diretto con le famiglie del luogo.

Il cibo non è mai stato un problema, c'è pollo, carne di manzo e maiale ma anche molto pesce, tutti sono cucinati in mille modi, anche se va detto che i thailandesi amano la cucina molto speziata e soprattutto molto piccante. Fanno largo uso di aglio, peperoncino e di caratteristici intrugli e miscugli. Ottime le zuppe, i primi piatti a base di noodles e soprattutto di riso cucinati con verdure di ogni tipo. Abbiamo trovato ottimi anche i cibi offerti dalle numerose bancarelle sulla strada, anche se bisogna fare molta attenzione all'igiene e prendere solo cibi cotti sul momento. Detto questo potete provare anche voi cavallette e simili...

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

siti utili 

viaggiaresicuri  -  www.allthailand.it  -  www.sawadee.it  -  www.turismothailandese.it  -  www.thailandia.com -www.kohsamui.org  -  www.kohsamui.com  -  www.samuitourism.com  -  www.phangan.info  -  www.kohphangan.com -fullmoonparty  -  www.kohtao.com  -  www.on-koh-tao.com  -  www.koh-chang.com  -  www.ekohchang.com  - www.ferrykohchang.com -  www.amicidiphuket.itwww.ciaophuket.it  -  www.phi-phi.com  -  www.krabi.sawadee.com  -  www.krabi-con-noi.com  -  www.bangkoksite.com  -  www.bangkok.com  -  ambasciata italiana  -  mappe di Bangkok  -   www.bangkokair.com  -  www.pattaya.com  -  www.pattaya.bangkok.com  -  www.gopattaya.com

 

 

 

 

 

 

26 dicembre 2004 non dimentichiamo!!!