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Aggiornamenti sulla situazione in Kenya

 

Kenya...Africa...1995. Porto ancora con me, dentro me tutte le emozioni, i colori e il calore che questo paese ha saputo darmi anche se solo per una settimana...E' stato un classico viaggio all inclusive organizzato con famiglia e parenti, un viaggio diverso dal mio ideale ma che comunque mi ha permesso di vivere per qualche giorno in un paese bellissimo pieno di forti contrasti, pieno di spiagge da sogno lambite da un mare turchese, pieno di persone dall'umanità immensa.

Il punto di partenza è stato un hotel-villaggio a Diani, a pochi km a sud di Mombasa, tutto molto bello dal villaggio, organizzatissssimo belissssimo e italianissssimo fino alla stiscia di sabbia candida e rilassante che si specchiava su un mare turchese sempre calmo. La strada costiera da Diani non è proprio delle migliori, quando l'ho percorsa era abbastanza dissestata e si rischiava spesso di bucare o di venir investiti dai mezzi pesanti che l’affollavano quindi è sempre meglio stare attenti quando la si percorre. Altre località che meritano una sosta sono Tiwi e Waa località meno sfruttata dal turismo edificatorio selvaggio, entrambe sono anche note ed apprezzate dai divers che si avventurano sulla bellissima e lunghissima barriera corallina e che sembra essere tra le più belle dell'Africa.

                        

La meta principale però è la vicina città di Mombasa, uno dei maggiori porti che si affacciano sull’oceano indiano, oltre che una città ricca di storia colori e contrasti.
Un itinerario potrebbe partire da Moi avenue dove troneggiano le Tusks di Uhuru le enormi zanne di un enorme mitico elefante simbolo della città ma nato come emblema della lotta contro il bracconaggio e il traffico d'avorio. Vicino c'è l'Uhuru garden col mercato di artigianato, per arrivare fino a Biashara street dove si trovano le stoffe tipiche del paese, oggetti, sculture dalla manifattura artigianale. Da Biashara street si può arrivare facilmente al centro, passeggiando davanti all'affollata moschea, fin giù all'Ambala House, un mega centro commerciale molto incasinato e poco keniota, da qui si parte verso il mare, verso Fort Jesus, un vero e proprio museo delle invasioni che ha subito la costa Keniana. Fort Jesus fu edificato dai portoghesi, come difesa e fù teatro di sanguinose battaglie tra portoghesi e omaniti, che cosi si avvicendarono al comando per molti anni ma alla fine gli omaniti rimasero fino all’arrivo dell’impero britannico che annesse al suo già enorme impero anche il Kenya. Ritornando a Fort Jesus, al suo interno vi si trova un museo molto attrezzato, la struttura del forte e visibile in ogni suo punto, o quasi. L’ entrata è a pagamento (non ricordo il costo) Di fronte al forte si trova la vecchia Mombasa, Makadara, tanti negozietti che vendono cose decisamente interessanti,dalle porte in legno tipiche del mondo arabo, ai letti di Lamu, fino ad antichi reperti di flotte ormai dimenticate...

                        

Da Diani superando Mombasa, si può raggiungere senza fretta la tranquilla Nyali o per oziare sulla spiaggia anche qui molto bella o per visitare il Mamba village, una volta cava di corallo dall'atmosfera magica, oggi è un autentico parco botanico con molti coccodrilli e un grande giardino pieno di meraviglie dal mondo vegetale e splendide composizioni di fiori e piante esotiche.

A circa due ore di auto da Mombasa c'è Malindi la più nota e sviluppata località turistica del paese, qui tutto è stupore, la natura ti offre dei paesaggi bellissimi, chilometri di spiaggie che si estendono a perdita d'occhio dove l'unico rumore è l'infrangersi delle onde sulla riva. In un mondo dove tutti abbiamo tutto è facile comprendere come possano esistere persono che vivono con niente, basta andare a Malindi, è facile incontrare persone che ti guardano a bocca aperta soltanto perchè per loro rappresenti la ricchezza basta andare a Malindi. il posto è pieno di hotel tutti sul mare, e sulla spiaggia è facile incontrare i Beach boys che propongono gite e safari, il più delle volte le proposte sono interessanti e convenienti, ma volte capita che dietro prezzi stracciati si nasconda la fregatura.... Malindi è comunque una città dai due volti: il primo, più appariscente e occidentale con i casinò, pub, villaggi turistici tutto compreso. Subito però, se ne scoprono tanti altri aspetti, donne swaili in giro, guaritrici in trance, la stazione degli autobus con la sua concitazione e confusione, i villaggi giriama e il mercato della frutta, con i suoi odori, i suoi colori le sue tante facce dalla storia dura e a volte triste...

Superando Malindi però c'è la zona di Kipini, molto carina, si attraversa un bel tratto di savana e infine si arriva a Lamu. L'arcipelago di Lamu è quasi un'isola stato, si trova verso il confine con la Somalia, la mia è stata un'escuriosne organizzata ma lo consiglio a tutti quelli che preferiscono godersi il Kenya lontano dai centri troppo turistici. Il capoluogo è una cittadina abbastanza tranquilla e caratteristica, piena di asinelli, caprette e altri animali in libertà, anche se non è attrezzata per accogliere turisti e viaggiatori, e spesso, a causa delle maree, sul porto capita di osservare un tratto fangoso e maleodorante lungo centinaia di metri. Lamu conquista subito oppure sembrerà un posto dimenticato da Dio e dagli uomini, vicoletti invisibili e sterrati, casette anche abbastanza alte, tutte in cemento bianco e mattoni col tetto di paglia e fango, tanta gente e bambini che corrono per le strade e tante donne musumlane che indossano il nero bui-bui. Non vale la pena a mio avviso, visitare il Donkey Sanctuary ma da Lamu città partono molte escursioni in dhow dirette alle isole vicine. Tutte le isole dell'arcipelago hanno una vegetazione di mangrovie lussureggiante ed un mare dai colori tropicali, ma soprattutto sono quasi completamente deserte. Mi ha colpito tanto Kiwayu, la più isolata a nord. Una serie di baie con spiagge deserte e bianchissime, incorniiciate da una verdissima vegetazione...è d'obbligo adattarsi, ma ne vale davvero la pena.

Ma andare in Kenya vuol dire senza dubbio safari...significa partecipare il più possibile ai momenti della preparazione, fare il bagaglio, sempre essenziale, controllare i fuoristrada, il materiale per osservare e fermare le emozioni...ma safari vuol dire soprattutto assaporare le sensazioni, con le sue albe, il calare della sera, il tramonto, le notti stellate, ricordo ancora fortemente le tante emozioni anche se purtroppo ho passato solo una notte in un lodge a Tsavo est. Ancora oggi il cuore mi batte al ricordo di ogni volta che nel bush intravedevamo un animale, una guardinga giraffa, un ippopotamo pigro, un leone, una timida gazzella...Peccato soltanto che non mi è stato possibile intravedere i mitici contorni del Kilimangiaro a causa delle tante nuovle. Durante un safari può capitare anche di non vedere molti animali, in quei luoghi siamo noi gli ospiti, ma le emozioni che un safari sa dare sono uniche e, anche se ho passato solo una settimana in Kenya, nulla mi vieta di tornarci per immergermi ancora di più nell'Africa più vera...e per osservare a lungo il Kilimangiaro.

 

info pratiche

Il Kenya è uno degli stati più noti, simbolici ed importanti dell'intero continente africano, è un vero gioiello che va scoperto poco a poco. Notevolmente aperto ai flussi turistici, il paese è meta di milioni di viaggiatori da tutto il mondo e spesso le sue coste sono molto affollate e turistiche. In Kenya si arriva generalmente con l'aereo, agli aeroporti di Nairobi, Malindi o Mombasa è per sbarcare c'è bisogno di un passaporto con almeno sei mesi di validità e il visto rilasciato dall'ambasciata o dai consolati in Italia, oppure messo stesso all'arrivo in aeroporto, sempre dopo aver compilato un modulo che si ottiene pagando circa 40€.

Come zone da vedere oltre ai safari praticamente obbligatori!! specie Tsavo e Amboseli, consiglio di visitare Lamu a nord del paese, quasi un'isola-stato davvero splendida insieme all'isoletta di Kiwayu. Per arrivare a Lamu da Mombasa occorrono 6/7 ore di bus e circa 400KSH. Il modo più veloce per arrivare a Lamu è l'aereo con AirKenya e Kenya Airways. Da visitare anche Mombasa una città con mille contraddizioni, come spesso accade in Africa ma molto affascinante, mentre sconsiglio la costa di Mombasa troppo invasa da resort e albergoni, da vedere invece, verso sud al confine con la Tanzania, è Shimoni, zona piena di villaggi e pescatori. Nairobi non l'ho visitata, ci ho fatto solo scalo, ma da quello che mi dicono in molti, non ha nulla di particolare anzi è anche abbastanza pericolosa.

Ma forse gli itinerari meno battuti sono quelli a nord di Nairobi, verso il lago Baringu e lago Nakun, oppure i parchi di Aberdade che molti mi hanno raccontato come i parchi più belli del paese.
 
Il clima in Kenya varia molto da periodo a periodo e da zona a zona, generalmente è diviso in stagione delle grandi piogge, in primavara e autunno, e stagione calda in inverno quando si arriva, specie lungo le coste anche a 40°!. L'acqua è sempre calda durante tutto l'anno mentre nell'interno e sugli altopiani, anche nel periodo caldo, è possibile che la temperatura sia più rigida specie la mattina presto. Quindi è importante informarsi bene su che zona del paese si intende visitare viste le grandi differenze climatiche. 
 
Il sito di Mariam, amica di Michele di viaggiareliberi.it ha partecipato a molti incontri viaggiatori, vive là da un bel pò di tempo e sarà felice di dare tutte le info e i consigli che si cercano.
 
Altro sito di un'agenzia locale ma gestita da ragazzi italiani, loro sono a Diani vicino Mombasa e sono attrezzatissimi.
 
Ulteriore sito di un'italiana conquistata dal Kenya. Organizza tour e safari in giro per il paese.
 
Consigli per una valigia utile
 
Antibiotici, antidolorifici e antinfiammatori Antidiarroici, un forte repellente per insetti, la pomata antistaminica, una crema solare e per scottature ad alta protezione. Inoltre è bene avere le fotocopie di tutti i documenti, un cappellino e occhiali da sole ed, importante se si fa un safari, una torcia (in Kenya costano un occhio!!) un binocolo e un Kway. Vestiti un po' più pesanti, visto che in alcune zone interne la mattina fa fresco. Infine, se volete, quaderni, blocchi di penne e qualche maglietta e vestitino...per fare felici molti bambini!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

  Sezione Kenya da ForumViaggiatori.com

 

 

 

 

C u r i o s i t à . . .

L a   m a l a r i a   e   l a   p r o f i l a s s i

La malaria è una malattia ancora grave, che può uccidere se non trattata adeguatamente. La prevenzione è possibile con l’uso della meflochina (Lariam), e della doxyciclina.

Sfortunatamente però questi farmaci non sono perfetti, né privi di effetti collaterali. Ci sono zanzare che resistono ai loro principi attivi e la frequenza di effetti collaterali, causa l’interruzione della terapia preventiva. Sono frequenti insonnia, incubi, capogiri e diarrea. Si può avere inoltre la diminuzione di rendimento e coordinamento psico-motorio.

Ecco alcuni consigli utili:

1 -Fate profilassi antimalarica solo quando la destinazione del viaggio lo richiede.

2 - Se si usa il Lariam è meglio programmare la dose settimanale in un giorno in cui non è prevista un'escursione in zone a rischio, ed assumere il farmaco sempre a stomaco pieno.

3 - La Doxyciclina è un’ottima prevenzione antimalarica, ma ha il difetto che deve essere assunta giornalmente, invece che settimanalmente e che presenta circa il 5% di incidenza di reazioni cutanee da fotosensibilizzazione e disturbi gastrici.

A proposito del Lariam. La meflochina causa effetti collaterali. Lo stesso produttore ne cita una lunga lista e molti utenti hanno sofferto di sintomi di paranoia, depressione e allucinazioni. Negli ultimi due anni ci sono state diverse cause legali intentate contro il produttore del Lariam, molte notizie sui media e persino un’indagine governativa Canadese sull’uso del Lariam durante le operazioni militari nel Corno d'Africa. Il farmaco alternativo, la doxyciclina, è utilizzabile da coloro che non tollerano il Lariam.

Prima della profilassi però è molto molto utile evitare di essere punti dalla zanzara anofele prestando attenzione e seguendo magari queste dritte:

1 - Organizzare il viaggio nell'area endemica in un periodo di bassa trasmissione, consultando guide ed esperti del luogo.

2 - Non esporsi alle punture infettanti in particolare la sera e di notte.

3 - Indossare vestiti impregnati di insetticida ed utilizzare sempre le zanzariere anche queste impregnate e indossare quanto più è possibile vestiti coprenti (maniche lunghe, pantaloni lunghi).

4 - Evitare di soggiornare lungamente vicino a raccolte d’acqua, pozzanghere e lagune, ma soprattutto evitare di pernottare in queste zone.

5 - Applicare abbondantemente sulla pelle repellenti per insetti (evitando di contaminare la regione orale e gli occhi) se ne trovano di tutti i tipi stesso nelle farmacie del luogo e di solito costano pochissimo.

Ma la cosa più importante è quella di consultare il proprio medico di fiducia prima di recarsi nell'area a rischio, oppure farsi consigliare da quest'ultimo uno specialista in malattie endemiche.