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Pensieri

la frase del momento

 

"L'uomo diventa quello che sogna"

                                                                                                                                proverbio dei Nativi americani

                                                                                                                                                                               

la foto del momento

Moraine Lake tra le Montagne Rocciose Canadesi...lasciatemi lì...

 

 

Nicola ha 29 anni, è di Verona e molto probabilmente ha una testa pensante...cosi il primo maggio, di ritorno verso casa, incontra un gruppetto di "ragazzini" che gli chiedono "una siga"...chissà perchè a Nicola quei tizi non gli vanno a genio e la sigaretta non gliela offre. Forse è andata cosi, forse no, fatto sta che Nicola l'ultima cosa che fa è proprio questa perchè adesso non c'è più. Pestato, a sangue...a morte da tre "ragazzini" con delle facce da cazzo che non avevano nulla da fare, che non hanno nulla da fare, non hanno nessun' idea, nessun pensiero, hanno il nulla assoluto nella testa e partoriscono solo violenza, odio, sangue, cattiveria...violenza, odio, violenza, odio violenza, odio, violenza, odio violenza, odio, violenza, odio, violenza, odio, violenza, odio...Dopo giorni di coma, Nicola se n'è andato...e sono sicuro fra un pò se ne andrà anche lo sgomento che questa storia ha generato, se ne andranno anche i tre "ragazzini" con delle facce da cazzo, chissà se a morire in una cella oppure liberati da qualche zelante avvocato e da qualche avveduto magistrato (che applica solo la legge)...chissà...un fatto però rimarrà qui, su di noi, dentro di noi...è cioè che siamo capaci di partorire esseri che, senza alcun motivo, con una violenza inaudita, tolgono la vita ad un 'altra persona solo perchè non hanno niente di meglio da fare. Certo dirà qualcuno "ma quella siga Nicola poteva dargliela no? eh si...se l'è proprio cercata!!"

 

 

Un mese o quasi alle elezioni...e allora? direte voi...non so, dirò io, ma ogni qual volta che si parla di elezioni la mia mente vola, molto basso ma vola...Non è qualunquismo, non è critica sterile, non è il voler essere bastian contrario a tutti i costi...è solo voglia di vivere in un'altra realtà, una realtà non eternamente divisa, perennemente schierata inevitabilmente in ritardo...L'Italia è una terra che amo, che adoro, sono fiero e fortunato ad essere nato qui ma mi sono cordialmente rotto le scatole di far parte di quella immane schiera di individui che conta solo il giorno in cui deve segnare con una X la propria preferenza. Le elezioni sono un procedimento decisionale per cui un gruppo di persone sceglie altre persone per un incarico politico o dirigenziale, ciascuno dei partecipanti all'elezione esprime il suo voto per una o più persone o per liste di persone, e vengono scelte le persone o le liste che hanno ricevuto più voti...tecnicamente è cosi, ma praticamente le elezioni sono solo la fine di un'estenuante periodo nel quale tutti si ricordano di te, tutti si accorgono che esisti, tutti ti conoscono...la famigerata campagna elettorale!! Ed allora, nei prossimi giorni, non rimane altro che armarsi di una santa pazienza e forse condividere la sua personalissima decisione politica...

Sarà che ho la testa perennemente in volo tra le nuvole (ma quelle alte!!), sarà che già sono con la mente sperduto tra le Montagne Rocciose, sarà che farei di tutto per scappare da qui...fatto sta che ho appena ordinato un libro secondo me bellissimo consigliato anche dall'amico Marco di www.vacanzeinamerica.net , Le Cattedrali di Smeraldo di Vanni Giannotti. Un libro e un sito ( www.cattedralidismeraldo.com ) che fanno davvero volare. Sulle rive di fiumi, sulle tracce dei nativi americani e canadesi, tra i mille sentieri sperduti tra le montagne fino a specchiarsi nelle acque smeraldo di un lago... Dalle comunità Amish, al santuario dei grizzly in Alaska, passando per la spiritualità indiana e per le meraviglie cromatiche dei laghi canadesi questo libro è imperdibile per gli amanti delle terre selvagge e degli immensi spazi americani...

 

 

Ogni tanto, tra la nebbia e la confusione di un' epoca  in cui tutti possono diventare famosi ma pochi se lo meritano, salta fuori qualcuno che riscrive le regole del gioco. Amy Winehouse è decisamente una di queste. Amy nasce a Londra (e dove sennò) a Camden per la precisone, e fin da piccola è circondata da musica e note...Carole King, James Taylor, Frank Sinatra, Billie Holiday...e comincia a strimpellare la chitarra acustica che le hanno regalato i genitori quando è poco più che bambina, ma la voce no, quella nessuno può educarla, nessuno può plasmarla, quella è un prodigio naturale tutto suo!! Amy col tempo riesce nell'impresa di renderla ancora più roca e affascinante a furia di alcool, fumo e quant'altro...Oggi però Amy Winehouse è una di quelle artiste fuori dal comune, che rimangono impresse. Canta come una diva nera del dopoguerra, mischia jazz, rock, hiphop, r'n' b, e lo fa con una naturalezza incredibile, raccontando di sesso, tradimento, violenza e di come ha tentato più volte di vendere l'anima al diavolo...ed è nata solo nel 1984...

 

                                                                                          

In questi giorni imbattersi in notizie simili mi crea disorientamento ma tant'è...Ari Derfel, 35anni di Berkeley (California), non butta via più niente da un anno!! Si tiene in casa tutta la spazzatura che crea. Ha iniziato nel dicembre 2006 quasi per gioco, per vedere quanta spazzatura genera una persona in un anno. Oggi conosce la risposta: 2,72 metri cubi!! E’ inclusa nella raccolta anche la spazzatura generata fuori casa e addirittura la sua monnezza vacanziera. L’esperimento è iniziato in cucina, poi i rifiuti si sono lentamente impadroniti anche del salotto. Non c’è puzza in casa, perché “l’uomo spazzatura”, composta tutto il materiale organico e lava il resto. Da questa originale esperienza, Ari ha imparato diverse cose. Prima di tutto, vedendo in casa una pila di vasetti di gelato ha capito che ne mangiava troppo, e si è rimesso in forma. La seconda cosa è che il “via” del “buttare via” non esiste!! la pattumiera è solo una tappa nel ciclo di vita di un prodotto. Accumulando spazzatura in casa, Ari è diventato sempre più cosciente rispetto alla creazione di rifiuti e ha cercato di minimizzarli drasticamente alla fonte. La terza cosa è che il riciclaggio non serve”: è un primo passo, ma è comunque uno spreco di risorse che non può sostituire la riduzione dei rifiuti. Adesso l'uomo spazzatura tiene un blog, saveyourtrash, dove dialoga con i naviganti e la sua più grande soddisfazione è quella di venire a sapere di persone che, pensando a lui, hanno iniziato a riciclare e a ridurre i rifiuti. Per Ari infatti il comportamento individuale è la chiave di tutto, ha iniziato la collezione di spazzatura in privato proprio perché è convinto che l'ecologia sia una responsabilità di ogni individuo, che si esprime attraverso lo stile di vita prescelto. Ma tutta quella spazzatura che fine farà? Sarà affidata ad alcuni artisti che ne faranno delle opere d'arte, ed in più, verrà realizzato anche un documentario, per girare il quale, l'esperimento verrà protratto di un altro anno!!
 
 
 
 

 
Due libri che da un pò ho letto ma che vorrei leggere e rileggere ancora. Due libri che ho incontrato quando ancora non erano un caso editoriale... "Il cacciatore di aquiloni"   e  "Mille splendidi soli"   del grandissimo Khaled Hosseini. Raramente ho avuto le lacrime agli occhi leggendo, ma è il caso di queste due splendide storie, storie di vita... dure, aspre, difficili e tremendamente attuali, lontane da noi eppur cosi vicine alle nostre menti al nostro immaginario. Questi libri fanno assaporare la storia dell'Afganistan come se ci si trovasse di persona laggiù, fanno vivere e rivivere le angosce dei suoi personaggi, fanno sentire l'odore acre delle bombe e del sangue, due storie che provocano dolore, rabbia, impotenza ma che alla fine regalano speranza... infinita speranza.

 

 

Il pensiero di Simona a proposito del suo paese ideale...del paese che vorrebbe per il resto della sua vita. Simona non ama l'Africa, Simona è l'Africa...

È vero...Il luogo ideale è dentro di noi..sembra banale ma è un´assoluta verità...Bisogna guardarsi dentro, in profondo. Ed io più mi konosko, più kresko, più esploro il mio io più profondo più trovo in lui l´eko perenne del tamburo ke kon il suo tam tam skandisce i miei pensieri..
Guardo le mie vene, le vedo kolor oro e mi rendo konto ke in loro nn skorre sangue, ma sabbia..
I miei okki san vedere solo spazi infiniti i kui konfini sono gli orizzonti...Il mio kuore askolta solo il silenzio di quegli spazi e il dolce rumore dei gioki dei bambini...La mia pelle ama essere kotta al sole di giorno per poi godere dei brividi di freddo la sera. Il mio animo vuol stare riverso sulla terra nuda e rispondere al suo rikiamo tornare alle origini, riskoprire il signifikato della purezza..
La mia mente krede ke la più bella opera dì´arte sia il cielo, di notte, e il mio passa tempo preferito ho skoperto ke è kontemplarlo inkantata ed inkredula.. Nella mia vita vedo il nero, nero proprio kome il cielo più profondo lontano dalle luci, il nero dell´afrika...Nn so quanto tempo vorrei vivere lì..vorrei starci giusto il tempo per poter kontare tutte le stelle le stelle nei cieli d´arika sono infinite..nn so quanto ci vorrebbe, so solo ke una vita sola nn basterebbe mai...L´afrika è dentro di me, è parte di me..io la vivo già sentendo di avere solo il mio korpo nella parte grigia del mondo.

Simona Bestetti 

 

 


 Del otro lado del mar 

Allá se quedaron ilusiones y anhelos, se quedaron amores que no puedo olvidar
se quedaron mis sueños y mis desvelos bajo aquel hermoso pedazo de cielo
Allá... del otro lado del mar.

Allá se quedaron las huellas de mi infancia, ilusiones dormidas que ansían despertar
de mi bello jardín se quedó la fragancia allá... muy lejos en la triste distancia
Allá... del otro lado del mar.

Allá se quedaron los azules valles los campos de caña... el verde palmar
se quedó mi pueblo con sus quietas calles, se quedaron mis risas, mis penas, mi ayes...
Allá... del otro lado del mar.

Allá se quedaron los viejos amigos, se quedaron mis noches... se quedó mi soñar
se quedó aquel lucero que soño conmigo que fue de mis penas un mudo testigo
Allá... del otro lado del mar.

Allá se quedó rugiendo el tirano que quiere a mi pueblo asfixiar...
empuñando el azor en su mano, verdugo implacable que azota al cubano
Allá... del otro lado del mar.

Allá se quedaron pasiones dormidas se quedaron angustias... se quedó mi pesar...
mi alma fallece del dolor oprimida porque alla se quedó lo mejor de mi vida
Allá... del otro lado del mar.

 

Sull'altra riva del mare 

Là sono rimaste illusioni e desideri, sono rimasti amori che non posso dimenticare
sono rimasti i miei sogni e le mie insonnie sotto quel bel pezzo di cielo
Là...sull'altra riva del mare.

Là sono rimaste le orme della mia infanzia, illusioni addormentate che che desiderano svegliarsi
del mio bel giardino la rimase la fragranza là...nella triste distanza della lontananza
Là...sull'altra riva del mare.

Là sono rimaste le azzurre valli, i campi di canna...il verde palmeto
là è rimasto il mio paese con le sue calme strade là sono rimaste le mie risa, le mie pene, il mio passato
Là...sull'altra riva del mare.

Là sono rimasti i vecchi amici, sono rimaste le mie notti...è rimasto il mio sogno
là è rimasto venere che sognò con me che fu muto testimone delle mie pene
Là...sull'altra riva del mare.

La è rimasto ruggendo il tiranno che vuole asfissiare il mio popolo
impugnando la frusta nella sua mano boia implacabile che frusta il cubano
Là...sull'altra riva del mare

Là sono rimaste addormentate passioni, sono rimaste angustie....è rimasto nonostante...
la mia anima muore oppressa dal dolore perchè là è rimasto il meglio della mia vita
là...sull'altra riva del mare.

Felix Pages

 

L'ultima Pagina nera di Nonsolomoda dopo averla ascoltata e letta, non potevo non farla mia
Pagina Nera...Nera perché?... farà molto caldo, ci sarà carenza d'acqua, le città d'arte saranno prese d'assalto. In televisione, disimpegno e repliche. Disco per l'estate, la litigiosità bipolare della politica. Le partenze inutilmente intelligenti, le mete turistiche tutto compreso, la Costa Smeralda per molti... troppi e il fresco dei supermercati per gli altri. E ridenti località punteggiate da cartacce e vuoto a perdere... e appartamenti svaligiati. Ma nera anche perché continuerà il vergognoso abbandono degli animali...pesce rosso compreso. Abbandono anche del  buon gusto, salvato a volte dall'abbigliamento invernale. Sarà a nudo o quasi, sotto il sole...occhio al bianco, corto calzino nel sandalo!!! Questa, la realtà estiva da nord a sud isole comprese. Nella patinata pubblicità invece... tutti belli, abbronzati, palestrati, occhialati, accoppiati, per aperitivi a bordo piscina, cavalcate nel verde e immancabili ingredienti: spider, Harley e panfili con bianca schiuma e Guardia di Finanza al seguito. Buon prosciutto e melone...tant'è   
 
 
 
            

Colombi come avvoltoi su cumuli di morte, su cumuli di fetida puzza, montagne...trincee nere messe là come a difendersi da qualcosa, come pronte per chissà quale guerra, strade piene di rabbia, piene di vergogna, vuote di dignità. Questo è il triste panorama che in questi giorni regna per le strade della mia amata odiata città. Non ce la faccio più a vedere scene del genere, non ce la faccio più a sentire sempre le solite cose, le solite frasi dette per far contenta la coscienza sporca di troppe persone colpevoli. Quando si lascia incancrenire un corpo in agonia, questo corpo lentamente si spegne e poi scompare. Oggi Napoli forse è morta e si sta facendo di tutto per farla scomparire, per farla implodere nella sua monnezza. Catastrofista? non saprei...ma da un pò mi sentò cosi, voglio scappare via lontano da qui, lontano da questa puzza di monnezza, lontano da questa puzza di coscienze ancora più sporche...io rifiuto questa Napoli Rifiuto!!!

Con un pò di ritardo ma finalmente sono riuscito a scrivere qualcosina su una canzone. Sanremo di per sè evoca strane sensazioni specie in chi, come me, non ha superato gli anta...a volte c'è il ripudio sistematico, altre il rifiuto aprioristico di tutto ciò che riguarda il Festival. Altre volte ancora si ascoltano le canzoni perchè non c'è nulla di meglio da vedere e da fare. Poi capita, d'un tratto, di imbattersi in testi come quello di Simone Cristicchi ed ecco che tutto vacilla, trema e poi cade rumorosamente, perchè la canzone che ha vinto quest'anno è un piccolo grande capolavoro di un autore vero, spontaneo, impegnato, intelligente...bravo. Simone ha scoperto per caso il mondo dei "matti" ma da allora ha avuto il coraggio di parlarne, di farne una canzone struggente, ha avuto il coraggio di aprirci gli occhi, da allora Simone preferisce i "matti".

Ti regalerò una rosa

Ti regalerò una rosa
Una rosa rossa per dipingere ogni cosa
Una rosa per ogni tua lacrima da consolare
E una rosa per poterti amare
Ti regalerò una rosa
Una rosa bianca come fossi la mia sposa
Una rosa bianca che ti serva per dimenticare
Ogni piccolo dolore

Mi chiamo Antonio e sono matto
Sono nato nel ’54 e vivo qui da quando ero bambino
Credevo di parlare col demonio
Così mi hanno chiuso quarant’anni dentro a un manicomio
Ti scrivo questa lettera perché non so parlare
Perdona la calligrafia da prima elementare
E mi stupisco se provo ancora un’emozione
Ma la colpa è della mano che non smette di tremare

Io sono come un pianoforte con un tasto rotto
L’accordo dissonante di un’orchestra di ubriachi
E giorno e notte si assomigliano
Nella poca luce che trafigge i vetri opachi
Me la faccio ancora sotto perché ho paura
Per la società dei sani siamo sempre stati spazzatura
Puzza di piscio e segatura
Questa è malattia mentale e non esiste cura

Ti regalerò una rosa...

I matti sono punti di domanda senza frase
Migliaia di astronavi che non tornano alla base
Sono dei pupazzi stesi ad asciugare al sole
I matti sono apostoli di un Dio che non li vuole
Mi fabbrico la neve col polistirolo
La mia patologia è che son rimasto solo
Ora prendete un telescopio… misurate le distanze
E guardate tra me e voi… chi è più pericoloso?

Dentro ai padiglioni ci amavamo di nascosto
Ritagliando un angolo che fosse solo il nostro
Ricordo i pochi istanti in cui ci sentivamo vivi
Non come le cartelle cliniche stipate negli archivi
Dei miei ricordi sarai l’ultimo a sfumare
Eri come un angelo legato ad un termosifone
Nonostante tutto io ti aspetto ancora
E se chiudo gli occhi sento la tua mano che mi sfiora

Ti regalerò una rosa...

Mi chiamo Antonio e sto sul tetto
Cara Margherita son vent’anni che ti aspetto
I matti siamo noi quando nessuno ci capisce
Quando pure il tuo migliore amico ti tradisce
Ti lascio questa lettera, adesso devo andare
Perdona la calligrafia da prima elementare
E ti stupisci che io provi ancora un’emozione?
Sorprenditi di nuovo perché Antonio sa volare

Simone Cristicchi
 
 
 
 
 

 
 
 

La presentazione al pubblico del nuovo marchio di promozione turistica dell'Italia ha suscitato reazioni non certo entusiaste. L'intera comunità dei professionisti della comunicazione visiva e del design, si è fatta portatrice di questo malcontento promuovendo una petizione che ha raccolto in poche ore e sta ancora raccogliendo, centinaia di firme sia dal mondo della professione che dai cittadini. Ciò che viene messo in crisi non è soltanto il risultato formale, peraltro almeno opinabile, ma il procedimento con il quale si è giunti a questo risultato e a questi contenuti.Il solito concorso all'italiana, con le sue ombre e le sue pieghe, gli sbarramenti che impedivano di partecipare a chi non avesse prodotto fatturati ragguardevoli, come se la sensibilità e la voglia di rappresentare il proprio paese, si misurasse con il denaro, le amicizie della giuria, i tempi ristretti e poi allungati...per non parlare dello scandalo dei 45 milioni di euro pagati per il sito www.italia.it insomma, schieramenti politici a parte, la solita Italia...

 

 

Adesso so che cos'è il Male, so com'è fatto, so che faccia ha. L'ho visto negli occhi, nelle forme, nei movimenti di due persone, una tranquilla signora delle pulizie e suo marito. Due persone che abitavano la placida provincia italiana, due persone sole, che di fronte a qualcuno diverso da loro, non sono riusciti a controllare quella enorme ombra che attanagliava da tanto tempo, forse da sempre il loro animo. Ho visto il Male nelle loro voci flebili e timide, nei loro sguardi lascivi e appena accennati, nel loro dichiararsi innocenti, nel loro premeditato gesto. Non riesco e non voglio a rispondere a certi interrogativi "ma com'è stato possibile?" "ma come hanno fatto?" non lo so!! e non riesco a saperlo, non riesco a capire!!...so soltanto che dietro e dentro una donna che sgozza un bambino può soltanto vivere quell'essere vigliacco, viscido e schifoso che si fa chiamare Diavolo!

 

 

Luci che accendono le città, vischio sopra le porte, alberi vestiti a festa e presepi pieni di strani personaggi, regali, pensieri, pranzi e cene che sfamerebbero l'altra metà del mondo, il freddo, la pioggia e talvolta la neve, i soliti buoni propositi, la solita febbre da compera...è Natale...di nuovo Natale. Non ho mai amato le feste comandate, quelle rosse sui calendari, e non ho mai amato il Natale, il nostro Natale. Forse è la solita retorica dire che dovrebbe essere sempre Natale, che dovremmo essere sempre sensibili e generosi ma tant'è...il Natale mi mette un pò di tristezza perchè è la festa di tutti ma che festeggiano in pochi. Allora mi piace pensare a questi giorni di febbre, di soldi che non bastano mai, come a dei giorni da dedicare alla famiglia, alla mamma e al papà, ai fratelli, cugini, zii, amici...quando ci si ritrova a parlare di noi. Pochi ci fanno caso, pochi ci pensano, ma a Natale si parla tanto, tantissimo, ed è questo che ci fa sentire più vicini, più uniti, più famiglia...passato Natale verrà Capodanno, festa di baldoria, di fuochi d'artificio, e di rumori, ma di silenzi... Tanti auguri di serenità di pace...e di tante piacevoli e lunghe chiacchierate.

 

La musica del pianoforte mi ha sempre fatto fluttuare...mi ha sempre fatto sollevare i piedi da terra in un susseguirsi di note di suoni e di emozioni. Ma non un pianoforte, io amo il pianoforte di Ludovico Einaudi, ogni suo album sa darmi nuove sensazioni, lui sa arrivare dove pochi riescono...al mio cuore. Ho appena acquistato il suo ultimo grande lavoro Divenire e credo che le sue note mi faranno compagnia per tanto tantissimo tempo. Ancora una volta Ludovico Einaudi mi ha stregato, sembra di essere dentro la corrente di un fiume in piena, in un flusso implacabile di note su note, e dopo poco...dopo pochissimo ci si sente immersi, avvolti, ci si sente parte di un'ebbrezza, ci si sente elemento di una natura potente, ci si sente acqua...vento...spazio.

 

 

 

38 milioni di piatti vuoti...ogni giorno

hai fame??

 

 

Molte volte rifletto, penso e strapenso, forse penso troppo e poi scrivo. Butto giù di tutto sciocchezze e cose semiserie. Oggi ho pensato al desiderio e all'amore, al desiderio per una donna come al desiderio di volare...ma ho pensato anche all'amore per una donna come l'amore per il volo, amore per un luogo, amore per il viaggio. Quando hai sempre qualcosa da dire è desiderio, quando non hai nulla da dire è amore. Quando dici "che bello" è desiderio, quando rimani a bocca aperta è amore. Quando l'hai corteggiata e alla fine ha ceduto è desiderio, quando non l'hai corteggiata ma solo guardata è amore. Se ti manca qualcosa quando c'è, è desiderio, se ti manca quando non c'è, è amore. Se sei eccitato mentre ti avvicini, è desiderio, se hai paura mentre si avvicina è amore. Quando senti che ne vuoi ancora, è desiderio, quando senti che non ne puoi più fare a meno...è amore.

 

 

Il tempo passa...si sa...ma non credevo cosi in fretta!!! Sono appena tornato da due settimane passate a Fuerteventura e Lanzarote, vagando alla grande alla ricerca di solitudine, pace, paesaggi desertici e vulcanici e oziando su fantastiche spiaggie dai colori tropicali, bagnate dall'acqua fresca e turchese dell'Atlantico. Eppure, in un batter d'occhio, rieccomi qui a casa...non ho parole, credo che dovremmo seriamente ridiscutere le convenzioni che riguardano il tempo...perchè un giorno deve essere di 24 ore??? e perchè un'ora deve contenere per forza 60 minuti???Perdonate le mie seghe mentali ma in questo periodo la fanno da padrone...

 

 

Incredibile ma vero!!!! siamo campioni del mondo!!!! e per la quarta volta...che casino che si è creato...il calcio nel caos e i nostri che diventano campioni, magari ora perdonano tutto, speriamo di no, non sarebbe giusto!! Intanto in tutto il paese è esploso il delirio, ore e ore le nostre città sono state una bolgia e, chi tutta la notte chi qualche minuto, credo che tutti gli italiani si sono immersi in questa megafesta, scandita dall'immancabile e ormai insoppotabile...pooopopopo pooooo poopopopo poooo!!!!!!!!!!!

 

 

Quando uno è predestinato...è predestinato. E' il caso di Chris Stills , figlio di cotanto padre, socio di Crosby, Nash e Young per intendersi. Nel suo album Chris Stills sembra avere la voce di un certo Jeff Backely non uno qualunque, l'ispirazione musicale dei Coldplay, ovviamente il tutto mescolato con sonorità degne di papà e soci...con tutte queste premesse l'album è davvero bello e Chris si è già ritagliato un bel posto d'onore tra i miei preferiti del momento.

 

 

Sono iniziati i mondiali di calcio...erano mesi che se ne parlava e spesso a sproposito, finalmente possiamo tuffarci nel clima mundial sperando di ripetere fasti ormai un pò troppo lontani. Checchè se ne dica, checchè si critichi, alla fine il calcio si rivela per quello che è, per quello che voglio che sia... cioè uno sport che appassiona tutti, che ci fa gioire e ci fa piangere, uno sport che trascina folle e crea emozioni. Qualcuno che fa il sostenuto c'è..."no non mi interessa" "nooo non lo seguo" "uffa basta co sto pallone" dicono...ma poi di fronte alla nazionale, di fronte alle partite di un mondiale tutti diventano tifosi...e si riuniscono a milioni davanti alla tv e allora...forza azzurri!! anche voi fateci volare!!

 

 

In questi giorni sto volando tra le note di Raul Midòn con l'album State of Mind...una scoperta fantastica!! Raul Midòn è un cantautore e chitarrista del New Mexico ma di origini afroamericane e argentine... la sua musica richiama alla memoria Donny Hataway, Steve Wonder, Richie Havens...la sua musica si inserisce con eleganza tra il soul, il jazz e R&B, la sua voce mi ha conquistato subito leggera...limpida...avvolgente, ha una capacità di imitare il suono della tromba che è incredibile, la sua chitarra poi vola davvero, si attorciglia su note e tonalità originali, acustiche, piene di jazz...un grande album State of Mind e un grande artista Raul Midòn...volerai presto alto Raul...

 

 

In questi giorni penso a tutte quelle persone che hanno sognato, hanno volato, hanno gioito, si son picchiati, magari sono andati pure in galera... per una squadra di calcio...qualunque essa sia...penso a queste persone, immagino le loro facce quando hanno capito, quando hanno scoperto(?) tutto il nero che si nascondeva sotto...immagino le facce di queste persone quando hanno aperto il pentolone e hanno trovato i loro beniamini, i loro soldi, i loro sogni...bruciati, venduti, persi...forse queste persone già sapevano, già immaginavano, già sospettavano ma poco importa...hanno venduto i loro sogni, i nostri sogni... ed è questa la cosa più triste...

 

 
 

Un mito, un atleta, un sognatore, un uomo che voleva volare. Angelo d'Arrigo se ne è andato qualche giorno fa mentre faceva ciò che amava fare...volare, il suo piccolo aereo è precipitato. Angelo, mai nome fu più evocativo, amava i condor, li faceva nascere in cattività, dopo aver curato le mamme condor, e poi...gli insegnava a volare. Mi sembra incredibile ma è cosi...un uomo che insegna ad un condor a volare...Angelo volava spesso in Perù a Machu Picchu, nella terra dei condor, le Ande e laggiù liberava le sue creature. Angelo nutriva i piccoli con un grande becco e loro lo scambiavano per mamma condor...incredibile e bellissimo. Angelo sognava di volare col suo deltaplano sull'antartide...abbiamo bisogno di uomini come Angelo, perchè ci ricordano che sognare è possibile ed i sogni non muoiono mai. www.angelodarrigo.com

 

 

Miti assoluti...maestri assoluti...i Pink Floyd incarnano per me la perfezione musicale, sono i miei primi compagni di ogni viaggio, li ascolto ad occhi chiusi...sanno dipingere scenari di passione, di sublime equilibrio tra note e atmosfera...compongono capolavori fluttuanti, galleggianti, quasi acquatici...i Pink Floyd volano alto. Tra tutte le loro canzoni ne sceglierei una nata insieme a me nel 75, una canzone che ho ascoltato migliaia di volte ma che sa regalarmi brividi nuovi ogni volta...

 

Shine on you crazy diamond

Remember when you were young, you shone like the sun.
Shine on you crazy diamond.
Now there's a look in your eyes, like black holes in the sky.
Shine on you crazy diamond.
You were caught on the cross fire of childhood and stardom,
blown on the steel breeze.
Come on you target for faraway laughter, come on you stranger,
you legend, you martyr, and shine!

You reached for the secret too soon, you cried for the moon.
Shine on you crazy diamond.
Threatened by shadows at night, and exposed in the light.
Shine on you crazy diamond.
Well you wore out your welcome with random precision,
rode on the steel breeze.
Come on you raver, you seer of visions, come on you painter,
you piper, you prisoner, and shine!

Splendi Diamante Pazzo

Ricordi quando eri giovane, splendevi come il sole.
Splendi diamante pazzo.
Ora c’è un’espressione nei tuoi occhi simile ad un buco nero nel cielo.
Splendi diamante pazzo.
Catturato nel fuoco incrociato di infanzia e notorietà
Travolto della fama.
Vieni oggetto di risate lontane, vieni sconosciuto,
leggenda, martire, e splendi!

Hai raggiunto il segreto troppo presto, hai pianto per la luna.
Splendi diamante pazzo.
Minacciato dalle ombre durante la notte, ed esposto alla luce.
Splendi diamante pazzo.
Bene, hai esaurito il tuo benvenuto con precisione casuale
Hai cavalcato la fama
Vieni farneticante, visionario, vieni pittore,
pifferaio, prigioniero, e splendi!
 
 
 
 
"Ci sono uomini che con le loro invenzioni hanno cambiato il nostro modo di vivere.Altri, quello di sognare"

                                                                                                                              Patrick de Gayardon

Patrick De Gayardon è stato l’uomo che, negli anni novanta, ha reso celebri gli sport estremi. E riuscito a rendere popolare uno sport dove la popolarità non esiste, uno sport che forse rifugge dalla popolarità.

Patrick, grazie anche al team sector no limits, è riuscito ad entrare nei pensieri e nei sogni di molti che guardavano e ammiravano stupiti, increduli, euforici e impauriti i suoi infiniti, interminabili voli...

Grazie anche ad una approfondita conoscenza tecnica della fisica e dei materiali, Patrick ha progettato, sperimentato e costruito la tuta palmare che, gli ha permesso di realizzare il suo più grande sogno, che non era solo quello di cadere ma...volare.

Un uomo sereno in pace con se stesso e con gli altri, capace di trasmettere una grande tranquillità, una grande sicurezza anche a chi come me, non ha avuto modo di conoscerlo. Credo che abbia avuto una vita felice ricca di emozioni, gioie, piena di desideri e sogni diventati realtà, era felice e di sicuro non ha avuto rimpianti perché faceva quello che sognava fare...aveva semplicemente realizzato il suo sogno...

Tutte le volte che ammiravo una sua impresa rimanevo senza parole, estasiato! Io che ho sempre sognato di volare, e guardando le sue imprese dal Salto Angel in Venezuela o sui cieli di Mosca, mai avrei immaginato che un giorno anch’io sarei salito su un aereo per poi saltare giù e finalmente...volare...

 

Grazie Patrick grazie per avermi fatto sognare...e volare...